Esili e solitarie figure,
cappelli a cono con dentro bugie, la sagoma nera del bugiardo, un sottile naso
allungato, sottomarini, sgocciolature, vecchi biglietti del cinema, parole
ripetute,
collages
e fotografie … queste alcune
tracce dei pensieri e delle ossessioni di Thomas Berra, che riversa in questi
lavori un’energia falsamente prepotente, dalle pennellate forti, decise, ancora
dubbiose se essere calme o arrabbiate. L’artista presenta a Step09 una
selezione degli ultimi lavori, differenziandosi con un lento cammino di colori
tenui, resi da passate su passate di impregnante, che rende l’opera quasi
opaca. Già un ricordo un po’ sfumato, ma in realtà lì appeso davanti ai nostri
occhi. 13 piccole tele pilotate da una quasi invisibile linea che punta all’angolo.
Come base le pagine strappate dal
Viaggio in Italia
del Touring Club
su cui Thomas ha pasticciato, disegnato, scritto, incollato
dettagli, vecchie fotografie e ritagli.
L’occhio si perde tra le svariate indicazioni. Un uomo sotto una ghigliottina, un boschetto definito “supernature”, logore foto di persone, omini dalle lunghe gambe oppressi da un peso, cerchi rossi, come gravi segnali che si focalizzano su un punto.
Messaggi
che si ingrandiscono e invadono anche tele più grandi: degli origami volanti su
uno sfondo rosso, che prendono vita e corpo scappando. Ad attraversare: una
scritta in cirillico, ripetuta, “polvere”. Ma Thomas lascia uno spiraglio. Un
altro dei suoi soggetti è il sottomarino. E’ un’arma di difesa, che lui chiama
Subculture
, una sottocultura che riesce a farsi spazio,
lentamente, con fatica, ma lasciando indicazioni che si distinguono da tutto il
resto. L’artista si muove con codici che letti, magari riletti, si fanno
chiari, impressi velocemente con un istinto colto e con fatica più controllata,
dimenticando lì sopra ricordi, cambiamenti, volti e storie assorbite, vicende
ascoltate e vissute, storie lette, soprattutto di artisti che prima di lui
tracce ne hanno lasciate tante.
Rossella Farinotti